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Le Cavallette

Cosa sono

Le cavallette dei prati o cavallette dalle ali rosa (Calliptamus italicus) sono piccole cavallette di 2-4 cm di lunghezza da adulte, di colore bruno e caratterizzate da ali di colore rosa che si rendono particolarmente evidenti solo quando gli insetti, disturbati, effettuano brevi voli. Al momento, tra le numerose specie presenti nei nostri campi, sono le uniche ad avere creato problemi con le loro infestazioni.

 

Possibili danni

Le cavallette possono danneggiare le colture agricole e in particolare l’erba medica, in quanto diffusa nelle aree collinari e alimento preferito dalle forme giovanili. Forti attacchi possono arrecare danni anche su orticole, vite e piante da frutto. Se presenti in gran numero, possono essere fastidiose negli ambienti frequentati dalle persone, non provocano comunque alcun danno diretto agli esseri umani.

Queste cavallette, da sempre presenti sul nostro territorio regionale, sono però in rapida espansione numerica negli ultimi anni.

Cosa si sta facendo

E’ stato attivato un piano volto alla lotta e al contenimento delle cavallette, che ha coinvolto l’Assessorato Agricoltura della Provincia di Bologna, il Servizio Fitosanitario Regionale, il Centro Agricoltura Ambiente, i Comuni e le Comunità Montane interessate dai primi focolai.
Attualmente sono in corso monitoraggi mirati nelle aree infestate, con il coinvolgimento diretto di agricoltori e cittadini. I monitoraggi sono finalizzati alla predisposizione di mappe di rischio utili a prevenire infestazioni future.

Si stanno sperimentando inoltre nuove tecniche di lotta attraverso l’impiego di formulati insetticidi biologici, tecniche a basso impatto ambientale e impiego in aziende pilota di faraone, voraci predatori di cavallette.

Consigli utili

  • L’utilizzo su vasta scala di insetticidi chimici è quasi sempre inopportuno e del tutto inutile sulle forme adulte.
  • I prodotti chimici sperimentati in agricoltura sono a base del piretroide deltametrina, e sono efficaci solo sulle giovani cavallette (neanidi), e nel breve periodo in cui queste vivono gregarie (maggio – giugno) .
  • I trattamenti chimici sugli adulti si limitano quasi sempre a stordire momentaneamente gli insetti e non riducono il rischio di elevate infestazioni future.
  • Nel caso di forti concentrazioni di neanidi in luoghi facilmente accessibili, si è dimostrato efficace l’impiego di aspiratori (normalmente impiegati nella raccolta di foglie) che eliminano un gran numero di esemplari in poco tempo. E’ di fondamentale importanza però intervenire quando le cavallette sono piccole, aggregate e nelle ore più fresche della giornata (quando sono poco mobili e reattive).
  • Si sta anche sperimentando un prodotto biologico, un’esca, a base di spinosina, derivata dal metabolismo di fermentazione di un fungo attinomicete (Saccharopolyspora spinosa) rinvenuto nel suolo.
    La spinosina risulta tossica per le api mentre è ritenuta innocua per gli animali a sangue caldo e per gli altri insetti utili. Negli orti in pieno campo si può prevedere l’utilizzo di reti per impedirne l’accesso alle cavallette.

Le cavallette hanno numerosi nemici naturali, in grado di riportare la popolazione a livelli accettabili.

  • Alcuni microrganismi (funghi, batteri e protozoi) favoriti da elevata umidità e stagioni piovose, provocano infezioni letali.
  • Anche numerosi vertebrati si cibano delle cavallette: piccoli mammiferi insettivori (ricci, topi e toporagni), gran parte dell’avifauna da cortile (faraone, anatre e tacchini) e numerosi uccelli selvatici (starne, fagiani, quaglie, allodole e rapaci - falco grillaio e poiana).
  • Ancora più efficaci sono gli artropodi e tra questi i ragni e, soprattutto, gli insetti.

Questi fattori di contenimento naturale, per quanto importanti, non sono sufficienti a ridurre in tempi brevi le pullulazioni di cavallette. Nelle abitazioni, appare inefficace usare la lotta chimica o biologica su quei pochi esemplari che si avventurano all’interno delle case. La lotta alle cavallette va esercitata in campagna soprattutto in modo preventivo, attraverso pratiche volte a contenere il problema entro livelli accettabili.

Queste pratiche hanno lo scopo di distruggere le uova, limitando il numero di esemplari nati nell’anno successivo. Non è quindi quasi mai necessario ricorrere a trattamenti chimici, ma è importante intervenire con mezzi meccanici e agronomici nei momenti in cui l’insetto è più vulnerabile.

Calendario di lotta e monitoraggio

Da maggio a fine giugno, quando le giovani cavallette (neanidi) sono gregarie e non si allontanano dai luoghi di nascita:
1) monitorare la presenza di neanidi.
Perché è utile il monitoraggio:

  • possibilità di tempestiva messa in atto dei mezzi di controllo
  • dimensionamento del problema


2) contenere le cavallette con i seguenti mezzi:

  • aspiratori normalmente impiegati nella raccolta di foglie: eliminano un gran numero di esemplari in poco tempo. Intervenire quando le cavallette sono piccole, aggregate e nelle ore più fresche della giornata (quando sono poco mobili e reattive);
  • esche a base di spinosina: particolarmente efficaci nei confronti delle giovani neanidi, presentano un’efficacia persistente nel tempo e il vantaggio della facilità di impiego (vanno distribuite manualmente attorno ai focolai di infestazione e ai bordi di orti e giardini). Non devono però essere impiegate direttamente sulle colture, in quanto Presidio Medico Chirurgico.
  • reti anti-insetto per prevenire i danni negli gli orti: recinzioni dell’altezza di 70 cm – 1 m sono efficaci nel difendere le colture dagli attacchi di forme giovanili; un’efficace prevenzione nei confronti delle forme adulte è possibile solo con una copertura totale.
  • trattamenti a base del piretroide deltametrina: localizzati nelle sole aree di massiccia presenza di forme giovanili e nel breve periodo in cui queste vivono gregarie (maggio – giugno). Per le aziende biologiche è possibile l’uso di alcuni formulati contenenti piretrine. Sull’erba medica, sfalciare le piante qualche giorno prima del trattamento.

Da metà agosto a metà settembre:

  • cercare le grillare (luoghi ove avviene l’ovideposizione delle cavallette)
  • le cavallette si aggregano per deporre le uova e tornano a deporre quasi sempre nelle stesse zone
  • ogni femmina depone circa 3 ooteche (cannelli), a 5 cm di profondità, che contengono circa 50 uova.

Dove cercarle:

  • nei vecchi medicai
  • nei prati stabili
  • nelle scarpate stradali e ferroviarie
  • nei terreni abbandonati con vegetazione rada

Dove NON cercare le grillare:

  • nei boschi • nei medicai giovani
  • nei terreni incolti ma con suolo integralmente coperto di vegetazione

Segni rivelatori di una grillara:

  • terreno “bucherellato”
  • terreno esposto a sud
  • vegetazione rada

Quando si identifica una grillara occorre:

  • indicarne la posizione su carta CTR
  • stimarne l’estensione (m2)
  • stimare il n° cavallette per m2
  • trasmettere la segnalazione al Centro Agricoltura Ambiente o alla Provincia di Bologna.

Da ottobre a marzo:

  • distruggere le ooteche o interrarle con lavorazioni profonde
  • rimettere in coltivazione, o almeno lavorare, le superfici incolte e rifare i vecchi prati, per evitare che diventino habitat favorevoli allo sviluppo delle cavallette.

 

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