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Razionalizzazione della lotta agli Elateridi mediante utilizzo di trappole a feromoni sessuali della precision – farming.

Il principale problema da affrontare nella lotta contro i Coleotteri Elateridi, è rappresentato dalla difficoltà di valutare con precisione l'infestazione larvale nel terreno. Infatti, gli attuali metodi di monitoraggio comportano una grande richiesta di manodopera ed evidenziano una scarsa efficacia in presenza di bassi livelli di infestazione. L'utilizzo di trappole a feromone sessuale consentirebbe, al contrario, di operare un efficace monitoraggio degli adulti, da estendere su ampie superfici, con minori costi e maggior facilità di campionamento.

La presente ricerca, svolta in stretta collaborazione con il Dott. Burgio del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroambientali, DiSTA Entomologia dell'Università di Bologna e col Dott. Lorenzo Furlan del Dipartimento di Agronomia Ambientale e Produzioni vegetali - Entomologia, dell'Università di Padova, ha messo a punto tecniche a basso costo di monitoraggio e controllo delle infestazioni che consentono, nella maggior parte dei casi, di ridurre o abbandonare il campionamento delle larve. I dati sono stati elaborati mediante "geostatistica", un pacchetto di tecniche statistico-matematiche in grado di studiare l'aggregazione spaziale di un organismo e di rappresentarla su mappe di superficie, calcolate mediante un procedimento chiamato "interpolazione". Il vantaggio di questa tecnica, se applicata correttamente, è la chiarezza descrittiva. La lettura delle mappe è infatti molto intuitiva: la densità degli elateridi può essere visualizzata rapidamente, ad esempio, attraverso un gradiente di colore. Le elaborazioni sono state eseguite mediante il programma Arcview 8.2 ESRI, in collaborazione con il BIOLABS-Laboratorio entomologico, della Scuola S.Anna di Pontedera (Pisa).

I principali risultati conseguiti sono i seguenti:

  • Il multi-innesco delle trappole (applicazione contemporanea dei tre feromoni specifici in un'unica trappola) ha permesso la riduzione del 30% dei materiali necessari ed un cospicuo risparmio di tempo.
  • I rilievi limitati al periodo di maggior presenza stagionale delle tre specie di elateridi (picco di volo) riducono il tempo da dedicare al monitoraggio degli adulti e la riduzione del numero di trappole per unità di superficie rende possibile il loro posizionamento in aree marginali dove non sono di ostacolo alle operazioni meccaniche.
  • E' stata Individuata una correlazione significativa tra le catture della specie maggiormente presente in azienda, Agriotes sordidus, e il danno su pomodoro preceduto da mais. Anche per le altre precessioni prese in considerazione (medica e grano), il livello di danno si è sempre mantenuto al di sotto della soglia economica del 2% anche con catture comprese tra 1.000 e 1.500 adulti/trappola.
  • Su mais il danno osservato, anche in annate favorevoli all'attività delle larve, si è sempre mantenuto al di sotto del 5% di piante mancanti, corrispondenti a circa 0,3 piante/m2 anche con catture comprese tra 1.000 e 1.500 adulti/trappola.
  • Oltre il 90% della superficie aziendale oggetto dello studio non si è dimostrato a rischio di danni elevati, nonostante le condizioni favorevoli (assenza di trattamenti geodisinfestanti, terreno torboso-argilloso, presenza di colture sensibili e abbondanti concimazioni organiche).

Queste informazioni hanno permesso all'azienda di evitare il trapianto di pomodoro negli appezzamenti a maggior rischio già nel 2004 e il dato sui danni osservati in seguito sulla coltura fornisce una prima conferma sulla validità del metodo previsionale.

Gli sviluppi

La geostatistica permetterebbe di interpretare le dinamiche spaziali degli elateridi su una scala territoriale ancora maggiore. In questo modo sarebbe possibile la costruzione di mappe di "rischio elateridi", utilizzabili nella progettazione e gestione di una rete di monitoraggio a livello provinciale e regionale per identificare le aree più esposte alle infestazioni e al danno causato da questi insetti.

La geostatistica permette la creazione di mappe che evidenziano la distribuzione spaziale delle popolazioni di elateridi a livello territoriale, permettendo una lotta mirata e razionalizzando l'uso dei geoinsetticidi.

 

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