Il riutilizzo in agricoltura dei fanghi biologici di depurazione viene ormai considerato la modalità ambientalmente più sostenibile per garantire una corretta destinazione finale per tali materiali ed è regolamentato fin dal 1992 da una specifica normativa nazionale.

La Regione Emilia-Romagna ha recentemente integrato attraverso propri Atti legislativi le norme nazionali che regolamentano tale attività, anticipando alcune prossime revisioni nella disciplina della materia che saranno prese a livello comunitario.

Le recenti direttive regionali prevedono in particolare l’obbligo di disporre, da parte di chi intenda occuparsi di questa attività, di adeguati impianti per lo stoccaggio dei fanghi di depurazione, in attesa del loro riutilizzo in agricoltura.

Il CAA Giorgio Nicoli si occupa da quasi 20 anni di questa attività, avendo individuato nell’utilizzo di tali materiali la possibilità di apportare elementi nutritivi e sostanza organica ai terreni agrari della nostra pianura, ormai caratterizzati da una fertilità biologica in progressiva diminuzione.

Per poter proseguire nell’attività, il CAA ha predisposto un progetto per la realizzazione e la gestione di un impianto di stoccaggio e condizionamento per fanghi di depurazione, sul quale ha ottenuto nel 2009 l’Autorizzazione provinciale.

L’impianto è situato in area agricola isolata nella zona nord del comune di Crevalcore ed è composto da quattro vasche seminterrate in cemento armato.

La sua capacità di stoccaggio puntuale è di 12.000 tonnellate di materiale, per una potenzialità massima annua, ai sensi della normativa regionale di riferimento, di 36.000 tonnellate.

L’impianto consente lo stoccaggio e il condizionamento di fanghi di depurazione che, a seguito di approfondite caratterizzazioni analitiche preventive, presentino le più idonee caratteristiche in funzione di un loro successivo riutilizzo agricolo.

La possibilità di stoccare i fanghi di depurazione consente il loro impiego nei periodi agronomicamente più indicati, con conseguenti benefici per i terreni e le colture. L’impianto è gestito direttamente dal CAA, secondo schemi organizzativi e modalità operative che puntano a limitarne gli impatti sull’ambiente circostante.

 

L’impianto di stoccaggio CAA rappresenta quindi un elemento fondamentale nella filiera del corretto recupero dei fanghi di depurazione, sostanze il cui valore agronomico risulta confermato da innumerevoli sperimentazioni condotte da Enti di ricerca e Istituti universitari.

 L’iniziativa intrapresa dal CAA si inserisce quindi in un quadro complessivo di gestione dei rifiuti recuperabili, integrando quanto si sta facendo da diversi anni su iniziativa di tante Amministrazioni locali e con il contributo dei cittadini, per assicurare il riciclaggio e il corretto recupero di svariate tipologie di rifiuti organici, di provenienza urbana da attività produttive.

Autorizzazione stoccaggio (R12 e R13)
Autorizzazione riutilizzo Bologna (R10)
Planimetrie impianto

 

 Principale normativa di riferimento (D.Lgs 99/92, Del. GRER 2773/04, Del GRER 285/05, Del. GRER 1801/05, Det. Direttore Generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa 11046/05, Det. Direttore Generale Ambiente e Difesa del Suolo e della Costa 11047/05, Del. GRER 297/09)
 

Per informazioni
Responsabile Tecnico: Sante Scagliarini - Cell. 340.8139080 - email: sscagliarini@caa.it;
Responsabile Operativo: Paolo Candotto - Cell. 335.8027657 - email: pcandotto@caa.it

 

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