Punto fondamentale per ridurre al minimo i costi di disinfestazione e aumentare l’efficacia dei trattamenti larvicidi è la mappatura annua del territorio atta ad individuare tutti i focolai di zanzare autoctone.

Un focolaio larvale può essere costituito da una qualsiasi raccolta d'acqua, naturale o artificiale, il cui ristagno persista per oltre una settimana. I focolai larvali possono essere quindi di grandi dimensioni come aree umide naturali o di più ridotta superficie come canali, fossi stradali o scarichi fognari.

 

Non vanno poi dimenticati quelli di dimensioni modeste, molto frequenti in ambito urbano, quali vasche, bidoni, caditoie stradali ecc.

 

La mappatura dei focolai larvali viene eseguita attraverso sopralluoghi in campo svolti in diversi periodi stagionali.

 

In ogni luogo potenziale di sviluppo larvale vengono prelevati campioni d'acqua per la classificazione ed il conteggio delle larve di zanzara. Inoltre per ogni focolaio viene compilata una scheda di rilevamento nella quale sono riportati i dati riguardanti le specie e le densità dei Culicidi presenti, la tipologia e la descrizione del focolaio.

 

I dati della mappatura, per una rapida consultazione ed analisi, vengono raccolti in banche dati e visualizzati con l'ausilio di programmi Desktop GIS (Sistemi Geografici Informativi) e Web-Gis.

 

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