phylum: Artropodi
classe: Insetti
ordine: Ditteri
sottordine:Nematoceri
famiglia: Culicidi
genere: Aedes
specie: Aedes albopictus

 

Biologia ed Ecologia

Aedes albopictus comunemente denominata "Zanzara Tigre" a causa della forte aggressività che ha verso l'uomo è un insetto olometabolo, caratterizzato da quattro stadi morfologicamente distinti:

  • uovo: sono nere e hanno una lunghezza media di 0,55 mm e una larghezza media di 0,16 mm
  • larva: Setole antennali semplici, squame dell’VIII urite con una unica grossa spina centrale, disposte in un'unica fila, sifone respiratorio con indice inferiore a 4, spazzola ventrale dell'urite anale con 4 paia di setole
  • pupa
  • adulto: Nero lucido con banda bianca longitudinale sul dorso del torace e del capo, tarsi delle zampe metatoraciche con banda bianca basale sui primi 4 tarsomeri.

 

In Italia il ciclo di sviluppo di Ae. albopictus inizia a fine inverno con la schiusura delle uova svernanti in diapausa embrionale. La prima generazione larvale dura circa 6-8 settimane e i primi adulti si osservano a fine aprile-metà maggio.

Durante la stagione estiva Ae. albopictus può compiere fino a 9 generazioni e la popolazione cresce gradualmente raggiungendo il picco a metà agosto-inizio di settembre. Da metà settembre con l'accorciarsi delle giornate (durata inferiore a 13 di ore di luce) le femmine iniziano a deporre uova in diapausa embrionale (che schiuderanno solo la primavera successiva) e la popolazione cala gradualmente fino ad esaurirsi a novembre inoltrato. Nella figura sottostante viene mostrato l'andamento stagionale della popolazione di Ae.albopictus calcolato in uno studio svolto nel Comune di Rovigo nel 2001.

Nella figura si vede il numero medio di uova deposte nelle ovitrappole (in rosso nella figura) e l'andamento teorico delle generazione stimato attraverso il Modello di Focks (in giallo chiaro – sviluppo preimmaginale, in giallo maturazione sessuale degli adulti, in arancione maturazione uova). Le prime uova sono state raccolte nelle ovitrappole nella settimana dal 1 al 7 maggio, pertanto calcolando a ritroso il ciclo di sviluppo tramite il modello di Focks si osserva che la specie si è riattivata probabilmente agli inizi di Marzo con un numero di ore di luce superiore a 11. La popolazione è cresciuta gradualmente raggiungendo il picco a fine agosto dopodiché si è avuta una progressiva riduzione dovuta all'allungamento del ciclo di sviluppo e alla deposizione delle uova diapausanti.

Ae. albopictus è una specie diurna, punge nelle prime ore del mattino e verso sera. In ambienti ombreggiati l'attività delle femmine in cerca del pasto di sangue si arresta solo nelle ore più calde. Ae.albopictus compie il pasto di sangue su qualsiasi animale a sangue caldo anche se predilige i mammiferi. Vola in genere a poche decine di centimetri dal terreno e preferisce pungere le parti basse del corpo. E' una specie stenogama (si accoppia in ambienti ristretti), scarsamente autogenica (depone poche uova in assenza del pasto di sangue) ed è tendenzialmente esofila (non entra nel abitazioni), anche se osservazioni di campo hanno evidenziato che seguendo l'ospite può entrare anche nelle abitazioni. Depone in media 40 uova ad ogni pasto di sangue distribuendole in diversi luoghi ( skip oviposition ). Le uova vengono deposte su pareti rigide verticali leggermente sopra il livello dell'acqua (in alcuni casi qualche uovo può essere deposto direttamente sull'acqua). In genere depone in contenitori posti a livello del terreno, ma studi condotti a Desenzano d.G. hanno evidenziato che è in grado di colonizzare anche i contenitori presenti nelle terrazze del primo e secondo piano. La schiusura delle uova avviene con la loro immersione in acqua ed è influenzata da diversi fattori climatici quali la durata del fotoperiodo (ore di luce nell'arco del giorno), la temperatura ed altri fattori fisico-chimici. Durante il periodo estivo, quello più favorevole allo sviluppo, le uova deposte si schiudono generalmente dopo la maturazione (3-5 gg in funzione della temperatura) appena sommerse dall'acqua, mentre quelle deposte dalle femmine dell'ultima generazione stagionale ad Ottobre e Novembre sono in grado di superare l'inverno attraverso la diapausa embrionale indotta dal breve fotoperiodo.

...un po' di storia

Negli ultimi decenni l’evoluzione dei trasporti e l’incremento degli scambi internazionali ha permesso a molti organismi di superare le barriere geografiche e di diffondersi in nuovi territori. Tra questi organismi quelli che incutono maggiore timore, soprattutto in considerazione dell’evoluzione climatica in atto, sono senza dubbio gli insetti capaci di veicolare malattie.

Da metà degli anni ottanta il commercio internazionale di pneumatici usati contenenti al loro interno le uova di Ae. albopictus, ha determinato la rapida diffusione della specie, originariamente distribuita dal Giappone al Madagascar, in vari continenti: America (USA, Messico, Rep.Dominicana, Brasile, Argentina), Africa (Nigeria) ed Europa (Albania 1987, Italia 1990, Francia 2000, Svizzera, Spagna, Belgio, Montenegro, Croazia, Grecia negli anni successivi).

In Italia è stata segnalata per la prima volta a Genova nel 1990. L’assenza di una normativa specifica inerente il commercio nazionale e internazionale dei pneumatici usati ha contribuito alla progressiva estensione dell’areale che nel 2012 ha interessato praticamente tutte le Regioni  (VBORNET ECDC 2012).

Dal 1994 al 1996 è stato realizzato lo studio della struttura genetica, condotto attraverso l’analisi elettroforetica, delle popolazioni italiane di Ae.albopictus. (18 ceppi raccolti nelle regioni centro settentrionali) in comparazione con popolazioni degli USA (2 ceppi), del Giappone (4 ceppi)e dell’Indonesia (4 ceppi). La ricerca ha evidenziato un’alta affinità genetica tra le popolazioni italiane e quelle degli Stati Uniti e del Giappone. In effetti dal 1989 al 1994 la maggior parte di pneumatici usati sono stati introdotti in Italia proprio dal Giappone e dagli Stati Uniti. Inoltre dallo studio si evidenzia che in Italia la colonizzazione è avvenuta probabilmente attraverso ripetute introduzioni di un elevato numero di individui (Urbanelli et al. 1999).

 

 

 

 

Importanza sanitaria

Ae. albopictus merita una particolare attenzione sotto il profilo sanitario per la sua competenza vettoriale nei confronti di diversi virus patogeni per l'uomo presenti anche nel bacino del Mediterraneo.

La pericolosità sanitaria di una specie esotica dipende da diversi fattori che agiscono sul rapporto agente patogeno/vettore.

  • Il vettore per essere competente deve essere in grado di trasmettere l'agente patogeno ( capacità vettoriale )
  • Le condizioni ambientali e climatiche devono permettere al patogeno di completare il ciclo di sviluppo all'interno del vettore ( infettività )
  • Affinché vi sia trasmissione le persone o gli animali infetti, serbatoio dell'infezione, devono essere introdotti durante il periodo di sviluppo del vettore in aree dove questo è presente ( vulnerabilità del territorio )

La capacità vettoriale della zanzara tigre è documentata dai diversi studi di laboratorio riportati nella tabella sottostante.

Studi epidemiologici condotti nel continente asiatico hanno accertato l'implicazione di Ae. albopictus (anche se è considerato un vettore secondario in Asia) nella diffusione del Dengue.

Studi recenti hanno dimostrato che ceppi Albanesi possono infettarsi con il virus Dengue tipo II ( Vazeille-Falcoz et al.1999). Nel bacino del Mediterraneo sono presenti alcuni arbovirus patogeni per l'uomo per i quali Ae.albopictus è un vettore competente: Sindbis (SIN), Chikungunya (CHIK), West Nile (WN) e Rift Valley (RVF). SIN, CHIK, WN, BAT e TAH producono un quadro clinico simile con sintomi che di solito includono febbri, encefaliti, esantemi, dolori articolari. RVF causa febbri acute ed emorragiche, meningoencefaliti e retiniti.

Ae. albopictus può contribuire anche alla diffusione di Dirofilaria immitis e D. repens , i due principali agenti della filaria canina (Cancrini et al., 1992). Questa zoonosi risulta attualmente molto diffusa in varie aree del nostro Paese ed in pianura Padana interessa fino al 50% dei cani. Oltre ai rischi sanitari la sua notevole aggressività nei confronti dell’uomo e la capacità di insediarsi stabilmente con forti popolazioni determinano notevoli disagi nelle aree urbane infestate.

Alcuni tra i principali agenti patogeni per i quali Ae.albopictus è competente hanno creato, più o meno recentemente, delle epidemie in Europa e nel Bacino del Mediterraneo. Alla fine degli anni '20 in Grecia ci fu una epidemia di dengue che contagiò oltre 1 milione di persone con un migliaio di decessi (il vettore allora era Ae.aegypti ). Epidemie di WN si sono registrate nel sud della Francia (anni '60), in Algeria (1994), in Marocco (1995), in Romania (1996) e in Tunisia (1997). Nel 1998 casi equini di WN sono stati diagnosticati in Italia e nel 2000 un'epidemia si è verificata in Israele con 12 casi mortali. Infine la RVF è stata segnalata in Egitto nel 1977 e nel 1993.

Nel 2006 si è verificata un'epidemia di Chikungunya alla Reunion (Maurithius).

Nel 2007 si è verificata un'epidemia di Chikungunya a Castiglione Di Cervia - Provincia di Ravenna (Italia).

 

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