Le zanzare sono DITTERI appartenenti alla famiglia dei Culicidi, la quale comprende circa 3500 specie, raggruppate in due sottofamiglie: Culicini e Anophelini, facilmente distinguibili per diversi caratteri morfologici. Ai Culicini appartengono i generi Ochlerotatus, Aedes, Culex, Culiseta, Coquillettidia, Orthopodomyia e Uranotaenia; agli Anophelini il genere Anopheles.

 

Per tutte le specie di Culicidi il ciclo si compone di una fase acquatica la cui durata viene influenzata dalla temperatura dell’acqua e dalla disponibilità alimentare; in condizioni ottimali, nei mesi estivi si compie in un tempo minimo di 5 giorni.

 

Occorre però sottolineare alcune differenze di carattere etologico che caratterizzano le femmine dei diversi generi. Le zanzare appartenenti al genere Culex e Culiseta depongono le uova esclusivamente sull’acqua, riunite in tipiche formazioni dette “zattere” o “barchette” contenenti 100-200 elementi.



Le Ochlerotatus e le Aedes ovidepongono sul terreno umido di aree soggette ad allagamenti temporanei, come ad esempio le aree allagate golenali, le casse di espansione dei fiumi, i canali di irrigazione. Le uova di queste specie resistono a lungo all’essiccamento estivo e schiudono simultaneamente una volta che il terreno viene nuovamente sommerso dalle acque. Le Anopheles depongono sull’acqua singole uova, dotate di caratteristici apparati galleggianti.

In tutti i casi dall’uovo fuoriesce una larva che si nutre di particelle organiche e microrganismi sospesi nel mezzo liquido, filtrati da speciali spazzole boccali, e respira l’ossigeno atmosferico tramite un tubo detto sifone nel caso dei Culicini o attraverso una coppia di spiracoli nel caso degli Anophelini.

L’accrescimento passa attraverso quattro stadi larvali seguiti dalla fase di pupa, che interrompe l’attività trofica, da cui sfarfalla l’adulto.

Gli adulti di ambo i sessi si cibano di linfe vegetali zuccherine, ma solo le femmine pungono e assumono sangue (in ragione di 2-3 milligrammi) da anfibi, uccelli e mammiferi secondo la specie), da cui ricavano la fonte proteica necessaria per portare a maturazione le uova. Inoltre, mentre i maschi adulti in genere si spostano pochissimo dai focolai d’origine, per le femmine la capacità di spostamento varia con le specie; Culex pipiens, ad esempio, si allontana poche centinaia di metri, altre come Ae. caspius e Ae. detritus hanno una portata di volo fino a 20 km.

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