martedì 19 agosto 2014 | lboriani | |

UN NUOVO INSETTO ESOTICO: LA FARFALLA DEL BOSSO

Sono sempre più numerosi gli organismi potenzialmente dannosi che si spostano da un continente all’altro e, in assenza di nemici naturali, sono in grado di attaccare piante di interesse ornamentale o economico, diventando seriamente dannose.

Chi è ?

  • La piralide del bosso (Diaphania perspectablis) è una farfalla di origine asiatica presente in Italia dal 2011.
  • L’adulto è una farfalla con apertura alare di 4 centimetri e ali di colore bianco con bande marroni ai bordi.
  • Le larve (bruchi), di colore verde – giallastro, hanno capo nero e striature nere e bianche su tutto il corpo. A maturità raggiungono i 4 centimetri di lunghezza.

 

Come vive ?

 

L’insetto compie 2 – 3 generazioni all’ anno e sverna come larva in un bozzolo fra le foglie, riprendendo l’attività in primavera. Le uova vengono deposte in gruppi sulla pagina inferiore delle foglie. Le larve svernanti compaiono generalmente in marzo – aprile, mentre i danni maggiori si evidenziano nei mesi estivi (giugno – agosto) ad opera delle generazioni successive.

 

Cosa danneggia ?

Le larve attaccano diverse specie di bosso (Buxus spp.), nutrendosi delle foglie, dei germogli e della corteccia dei rametti fino a defogliare completamente le piante. Il danno estetico e fisiologico può essere notevole e si evidenzia per la presenza di una fitta rete di fili sericei intorno a foglie e rametti. Elevate infestazioni ripetute negli anni possono causare il deperimento e la morte delle piante colpite.

In maniera occasionale possono essere attaccati  anche la Pachysandra (talvolta utilizzata come tappezzante da ombra) e l’Evonimo giapponese.

Al momento non esistono segnalazioni di sviluppo dell’insetto su altre specie vegetali.

 

Come si combatte ?

La lotta può essere effettuata mediante trattamenti microbiologici nei confronti delle larve giovani utilizzando prodotti a base di Bacillus thuringiensis kurstaki (B.t.k.), avendo cura di intervenire tempestivamente e bagnare bene la vegetazione. In presenza di piogge dilavanti, il trattamento andrà ripetuto dopo alcuni giorni.

In caso di infestazioni deboli e localizzate, si possono raccogliere e distruggere manualmente le giovani larve attraverso interventi di lotta meccanica.

Soltanto in caso di forti infestazioni, interventi tardivi o inefficacia degli interventi biologici, andranno utilizzati insetticidi di sintesi (ad es. piretroidi) ad effetto abbattente, sempre nei confronti delle larve.

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