venerdì 12 febbraio 2016 | erizzoli | |

Il volume “DA FORUM NOVUM A FORNOVO TARO - Archeologia, arte e storia di un territorio”  è stato presentato nel dicembre scorso presso il Municipio di Fornovo Taro (PR) per fare luce sull’organizzazione del territorio fornovese dal controllo dell’Impero Romano fino ai nostri giorni, soffermandosi con cura sugli avvenimenti storici che hanno segnato il territorio. Fornovo di Taro sorge fra Luni e Parma e, oggi come in epoca romana, riveste un ruolo fondamentale nell’unire fisicamente e culturalmente queste comunità.

Il volume, curato dalla dott.ssa Manuela Catarsi e realizzato da venti collaboratori di diversi ambiti disciplinari, prende infatti in analisi l’organizzazione del territorio fornovese dal controllo dell’Impero Romano fino ai nostri giorni, soffermandosi con cura sugli avvenimenti storici che lo hanno segnato. In particolare per la prima volta vengono presentati in maniera esaustiva gli scavi e gli studi scientifici condotti presso gli insediamenti romani di Roncolungo di Sivizzano e Riccò, svolti sotto il coordinamento scientifico della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna.

Il Laboratorio di Palinologia e Archeobotanica del C.A.A. G. Nicoli srl ha svolto le analisi archeobotaniche del sito romano di Riccò, analizzando campioni pollinici, carpologici e reperti antracologici dai livelli più significativi dello scavo. I campioni indagati hanno permesso di approfondire ed indagare aspetti legati all’evoluzione dell’ambiente vegetale e dell’agricoltura dall’età romana fino al Medioevo. In particolare, fin dalle prime fasi di vita, il paesaggio vegetale risulta molto aperto e deforestato, con alberature sparse presenti solo sullo sfondo con specie tipiche del Querceto e piante igrofile. L’azione dell’uomo sul territorio è particolarmente evidente fin dalle prime fasi: i Romani si insediano su un territorio già fortemente antropizzato, intensificando la coltivazione di cereali e piante ortive coltivate. Numerosi sono i reperti botanici collegati a prati/pascoli utilizzati per l’allevamento del bestiame, importante fonte di sussistenza e fondamentale per ottenere latte, carne, lana e forza lavoro.

Dal tardoantico in poi diminuiscono le aree coltivate e si espandono le zone incolte con una progressiva rinaturalizzazione dell’area ed espansione delle zone umide in seguito all’abbandono del sito.

 

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Per ulteriori informazioni o richiedere il file in alta qualità è possibile contattare il Laboratorio di Palinologia e Archeobotanica, tel. 051-6871757, e-mail: palinologia@caa.it




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