lunedì 18 aprile 2016 | erizzoli | |

Attraverso indagini compiute dalla Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna nel corso del 2006 nel territorio compreso fra il torrente Idice e il Savena, rispettivamente in via Caselle e in via Castiglia a Idice, sono venuti alla luce, nel primo sito, un pozzo (riempimento datato fra la fine del II e l’inizio del III sec. d.C.) e un’area interessata da un canale (zona tangenziale) e nel secondo un impianto produttivo con vasche e un basamento di un torchio (fine I-inizio II sec. d.C.) che hanno permesso di fare un primo punto sul popolamento romano in un territorio  sino ad oggi poco indagato e  scarsamente conosciuto.

In particolare le indagini condotte in via Caselle, uno dei luoghi centrali della città di San Lazzaro, hanno gettato nuova luce sulla presenza romana in quest’area rurale a cavallo fra l'agro di Bononia e quello di Claterna, servito da una grande strada  - la via Emilia - già pulsante di traffici sin dall'antichità. L’esplorazione del pozzo di età romana ha infatti aggiunto un inaspettato tassello storico relativo al primo nucleo abitativo della città, che si credeva sino ad oggi medievale. Lo studio interdisciplinare del pozzo e del suo contenuto ha restituito un “tesoro” di informazioni non solo legate alla variabilità di manufatti tipici della vita quotidiana ma anche resti vegetali importanti per effettuare considerazioni relative all’ambiente vegetale in età romana in una zona della pianura bolognese che fino ad ora non è mai stata oggetto di studi botanici specialistici.

Le analisi archeobotaniche condotte su questi differenti siti sono state svolte presso il Laboratorio di Palinologia e Archeobotanica del C.A.A. “G. Nicoli” nella sede di San Giovanni in Persiceto (Bo).

Sono stati analizzati microresti (granuli pollinici ed altri sporomorfi) e macroresti (legni e rametti, semi come noccioli di pesca, noci, noccioli, fichi, vinaccioli, pinoli, ecc.), oltre altre allo studio di alcuni oggetti lignei in ottime condizioni di conservazione (fusaiole, piattini, assicelle, tappi e cordame, ecc.) che hanno fornito non solo importanti dati sull’evoluzione del paesaggio ma anche sulle coltivazioni, le attività di trasformazione dei prodotti agricoli e l’alimentazione umana, informazioni che confermano e completano il quadro archeobotanico della pianura bolognese per l’epoca romana.

I risultati di tutti gli studi condotti sono resi fruibili in un percorso di mostra "Aqva Fons Vitae. Identità storia memoria di una comunità", incentrata sul pozzo romano di via Caselle e sul tema delle acque dall'età antica all'epoca moderna e visitabile dal 2 aprile fino al 29 maggio 2016 in Sala di Città (Via Emilia, 92) a San Lazzaro di Savena (BO).

E’ possibile approfondire e consultare l'articolo sugli studi archeobotanici condotti dal nostro Laboratorio in: SAVENA - IDEX. Due insediamenti rustici nell'ager bononiensis orientale a cura di F. Lenzi e G. Nenzioni – Bologna 2016, oppure è possibile richiederne copia via mail a: palinologia@caa.it

 

PER INFO E CONTATTI:

LABORATORIO DI PALINOLOGIA E ARCHEOBOTANICA/ C.A.A G. Nicoli

via Marzocchi 17 – 40017, San Giovanni in Persiceto (Bo)

Tel. 051-6871757 - mail: palinologia@caa.it




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