Il riutilizzo in agricoltura dei fanghi biologici di depurazione viene ormai considerato la modalità ambientalmente più sostenibile per garantire una corretta destinazione finale per tali materiali ed è regolamentato fin dal 1992 da una specifica normativa nazionale.
La Regione Emilia Romagna ha recentemente integrato attraverso propri Atti legislativi le norme nazionali che regolamentano tale attività, richiedendo più approfonditi controlli sulla qualità dei materiali e modalità più restrittive nelle fasi di gestione e di riutilizzo di questi materiali.
Le recenti direttive regionali prevedono in particolare l’obbligo di disporre, da parte di chi intenda occuparsi di questa attività, di adeguati impianti per lo stoccaggio dei fanghi di depurazione, in attesa del loro riutilizzo in agricoltura.
Il CAA Giorgio Nicoli si occupa da quasi 20 anni di questa attività, avendo individuato nell’utilizzo di tali materiali la possibilità di apportare elementi nutritivi e sostanza organica ai terreni agrari della nostra pianura, ormai caratterizzati da una fertilità biologica in progressiva diminuzione.
Per poter proseguire nell’attività, il CAA ha predisposto un progetto per la realizzazione e la gestione di un impianto di stoccaggio e condizionamento per fanghi di depurazione, sul quale ha ottenuto l’Autorizzazione provinciale e di cui ha completato e reso operativo il primo stralcio di costruzione.
L’impianto è situato in area agricola isolata nella zona nord del comune di Crevalcore, in via Eurissa, e sarà composto, una volta interamente realizzato, da quattro vasche seminterrate in cemento armato.
L’impianto consentirà lo stoccaggio dei fanghi di depurazione che, a seguito di approfondite caratterizzazioni analitiche preventive, presenteranno le più idonee caratteristiche in funzione di un loro successivo riutilizzo agricolo.
La possibilità di stoccare i fanghi di depurazione consentirà il loro impiego nei periodi agronomicamente più indicati, con conseguenti benefici per i terreni e le colture.
L’impianto sarà gestito direttamente dal CAA, secondo schemi organizzativi e modalità operative che punteranno a limitarne gli impatti sull’ambiente circostante.
L’impianto di stoccaggio che si sta realizzando rappresenta quindi un elemento fondamentale nella filiera del corretto recupero dei fanghi di depurazione, sostanze il cui valore agronomico risulta confermato da innumerevoli sperimentazioni condotte da Enti di ricerca e Istituti universitari.
L’iniziativa intrapresa dal CAA si inserisce quindi in un quadro complessivo di gestione dei rifiuti recuperabili, integrando quanto si sta facendo da diversi anni su iniziativa delle Amministrazioni locali e con il contributo dei cittadini, per assicurare il riciclaggio e il corretto recupero di svariate tipologie di rifiuti urbani o derivanti da attività produttive.